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L’autonomia gestionale del Settore delle Entrate Comunali rispetto a quello Finanziario trae origine dalla necessità di curare l’imposizione fiscale con mentalità economica più che genericamente finanziaria.

E’ da circa un decennio, infatti, che obiettivi come Autonomia Impositiva e Federalismo Fiscale impongono anche ai comuni attività specialistiche e produttive in campo tributario prima appannaggio esclusivo del governo centrale.

Il Comune pero’, a differenza dello Stato, può più facilmente dialogare con il contribuente per la vicinanza territoriale.

Il cittadino attraverso gli uffici del Settore Entrate pone direttamente all’Ente Impositore le sue richieste e fornisce chiarimenti sulla sua posizione.

Il fine di questo Settore è quello di concorrere attraverso le attività di riscossione e nella misura imposta dalle leggi al mantenimento della spesa pubblica nonché al contestuale conseguimento dell’equità impositiva.

Per il raggiungimento di una effettiva giustizia tributaria è necessario però che il contribuente sia consapevole del proprio ruolo, conosca i suoi obblighi, le conseguenze della loro inosservanza, i suoi interlocutori istituzionali, le azioni esercitabili in caso di violazione dei propri diritti.

Per realizzare tutto ciò, occorre operare su vari versanti, primo fra tutti quello della comunicazione e dell’informazione, anche al fine di contenere l’insorgere di controversie.

Il contribuente che si sia visto notificare un atto impositivo (o un provvedimento di diniego di agevolazione o di rimborso) a suo avviso illegittimo può contattare l’ufficio competente e chiedere il riesame dell’atto in via amministrativa, ossia presentando un ricorso indirizzato al Responsabile dell’ufficio che ha emesso il provvedimento.

Detto ricorso è diverso da quello al giudice tributario, che espone al rischio della condanna anche al pagamento delle spese processuali.

In molti casi il contenzioso può trovare adeguata soluzione anche solo sulla base di una verifica della pratica effettuata alla luce di eventuali chiarimenti offerti all’ufficio.

Il Comune, quale ente impositore, e nel rispetto della mentalità economica propria del Settore Entrate non ha alcun interesse a negare eventuali errori o imperfezioni che vizino i propri atti: il fine della sua azione è quello di porre in essere la propria attività impositiva assicurando il rispetto dei principi che ne disciplinano l’azione, tra cui quelli di uguaglianza, imparzialità ed efficacia-efficienza.

A tal fine il Comune dispone del potere di annullare o revocare i propri atti, anche d’ufficio ed anche se siano nel frattempo divenuti definitivi (e quindi non giudizialmente impugnabili).

Mediante l’esercizio del potere di autotutela l’ente che ha emanato l’atto può annullarlo ogni qualvolta esso risulti illegittimo o inficiato da errore, garantendo sostanziale giustizia ed agendo in ottemperanza ai superiori principi di imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa.

Sebbene l’esercizio dell’autotutela resti comunque una prerogativa assolutamente discrezionale dell’ufficio, il confronto con il contribuente consente al Comune di valutare con maggior cognizione di causa la legittimità e l’opportunità dei propri atti e di poter eventualmente intervenire in ogni momento (anche in fase contenziosa davanti al giudice tributario) per rettificare o annullare le proprie pretese.

Vale la pena precisare che quando agisce in autotutela il Comune esercita lo stesso potere sulla cui base ha emesso il provvedimento e soggiace, quindi, ai suoi stessi limiti: ciò significa che il Comune non può, in via di autotutela, addivenire ad un accordo su un elemento che non rientri di diritto tra quelli concordabili, potendo invece unicamente rettificare o annullare l’atto per ristabilirne la legittimità o l’opportunità.

Solo quando al Comune sia concessa la sufficiente discrezionalità nell’individuazione della base imponibile (per esempio, in materia di I.C.I. ciò accade per l’accertamento relativo ad un’area fabbricabile) è possibile la conclusione di un accordo sulla definizione di essa.

Le competenze

  • Individuazione dei soggetti passivi, della base imponibile e dell’aliquota massima dettati dalle norme tributarie e dai regolamenti comunali.
  • Potenziamento della capacità di controllo e di verifica della platea contributiva dell’Ente Locale.
  • Attività di accertamento al fine di una corretta, efficace, efficiente ed economica gestione della fiscalità locale.
  • Limitazione contenzioso tributario.
  • Sgravi e rimborsi.
  • Riconoscimento agevolazioni e detrazioni.
  • Previsioni e certificazioni di entrate su base annua e triennale al fine della stesura del bilancio comunale.
Ogni altra attività tecnico-propositiva e di assistenza agli organi di governo locale per tutto quanto concerne la regolamentazione tariffaria.

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